Ciao Pasquino !

Apprendo ora della scomparsa dell'Ammiraglio Pasquinucci.

Pasquinucci Pasquino2

Penso di interpretare il pensiero di tutti nel ricordarlo con affetto e simpatia.
Personalmente lo ho incontrato un paio di volte dopo l'uscita dal Collegio. Una volta a Venezia di fronte la Capitaneria, dove ero andato a salutare Coca, ed ultimamante al Cinquantennale durante la Cena in Aula Magna. All'uscita della cena era visibilmente commosso per la calorosa e festosa accoglienza che tutti noi gli abbiamo riservato. Qui sopra una foto scattata all'uscita dell'Aula Magna.

I funerali si terranno Sabato 13 aprile alle 11:00 presso la chiesa di Santo Stefano a Venezia.

Pale a prora, Ammiraglio... Buon Vento!

Il Corso Mizar


Come ormai tradizione del Mizar, pubblico qui alcuni pensieri dedicati a Lei, Caro Ammiraglio.

Grande marinaio...
Mi ricordo ancora quando mi cazziò per non averlo salutato...."le pesa la mano, allievo?" Con la sua cadenza Toscana e sottile e burbera ironia.
Simpatico e senza peli sulla lingua...lo conoscevo bene perché dello stesso paese di mio padre.
Damiano, se parteciperai ai funerali, portargli il mio saluto.
Ed un bicchiere in sua memoria, di quello buono!

Grande pasquino,
mitica la battuta sul vestito e sulle scarpe ( davvero imbarazzanti) della vagi durante le prove psico attitudinali : ci venne a salutare, vide la vagi, si fermò, un passo indietro per avere una visuale più completa e......dando rigorosamente del lei chiese alla vagì i riferimenti del negozio.....
PALE A PRORA COMANDANTE PASQUINO !!!!

Già dai primi giorni ci riconosceva tutti, ci chiamava per nome e ci aveva già trovato coloriti soprannomi, poi non ci ha più dimenticato.
Noi non dimenticheremo lui: il nostro grande Comandante in Prima.
Onori Ammiraglio!

 


Sabato mattina si sono svolte le esequie dell'ammiraglio Pasquinucci.

La cerimonia, organizzata e diretta dal Pescione ha visto la sentita partecipazione tra gli altri di ex allievi dei corsi Phenix, Aphard, Hydra, Orion e Mizar nonchè di una rappresentanza di allievi della scuola.

Commoventi il ricordo dell'Ammiraglio da parte dei 4 nipoti (il nonno che a 5 anni ci insegnava Leopardi e ci raccontava le avventure di Salgari), il saluto particolare da parte del corso Alphard così come le mail ricevuti dalla famiglia a ricordo dell'Ammiragli "declamate" dal Pescione al termine della veglia funebre conclusa da un fragoroso " e per Pasquino Pale a Prora ....."

Il feretro scortato dalle bandiere dei corsi è poi stato imbarcato su una barca a remi condotta dai canottieri della Querini (Pasquino era stato Presidente della Canottieri) che lo ha condotto nel suo ultimo viaggio

Nel nostro prossimo incontro doveroso un brindisi al mitico Pasquino

 

 


 

Riportiamo di seguito anche una raccolta di pensieri giunti, tramite Damiano, dal Corso Orion

PICCOLI RICORDI DI PASQUINO

Una persona che nessuno di noi potrà mai dimenticare, che rimarrà sempre nei nostri cuori e della quale sicuramente continueremo a parlare con gioia ogni volta che ci incontreremo ….Era unico …. impossibile dimenticarlo …..    “ un PD straordinario  a chi segna al comandante Sauro !!! “ chi se lo ricorda ?
Ciao a tutti
Peppo

Il mio ricordo di Pasquino è addirittura alla prove psicotecniche. Eravamo una decina di aspiranti allievi che aspettavamo di entrare per fare un colloquio con lo psicologo ed ecco che arriva un buffo ufficiale (buffo per noi sedicenni con la bocca sporca di latte e un po' viziati) in divisa estiva con calzoni corti e calze bianche lunghe. Potete immaginare le mezze risatine e i commenti a bassa voce; con il suo fare autorevole, ma bonario e simpatico, ci ha messo circa trenta secondi a farci capire chi era e chi comandava al Navale.
Marco

Un grazie di cuore a Marco e a Damiano per rappresentare tutti noi ai funerali dell'indimenticabile Pasquino.
Apprendendo la triste notizia, anche a me sono tornati in mente tanti momenti: devo a lui il mio soprannome (Pinocchio e Nappa), devo a Lui la mia prima rasatura; incontrandomi in campaccio uno dei primissimi giorni di Collegio mi disse, con quella sua aria burbera-bonario-canzonatoria: "Pinocchio, è il caso che lei si tolga quel pel gattone dalla faccia".
Un abbraccio a tutti.
Nappa

Una triste notizia che tocca il cuore di tutti e che ci riporta indietro a 35 anni fa quando, a gambe larghe, con mantella ed immancabile sigaro acceso masticato tra i denti, osservava scettico a bordo campo le nostre discutibili performances sportive.
Se ne è andato lui, non se ne andrà il suo ricordo.
Un caro saluto a tutti voi
Davide

Io invece ricordo che durante un'uscita velica si avvicinò troppo con il motoscafo... schizzandomi d'acqua. Mi scappò un gesto di stizza; dopo un po' me lo vedo tornare con un asciugamano !!!
Un personaggio d'altri tempi, che tristezza !!!
Un abbraccio a tutti
Gaspare

Carissimi, apprendo ora la triste notizia. Lo ricordo ancora durante le psicotecniche quando mi spivolava con i suoi calzoni corti nelle aule in fondo dopo la cappella dove tenevamo il colloquio con Sauro, ancora tenente di vascello, e Bolongaro capitano di corvetta di un'antipatia molto professionale. Se qualcuno conserva ancora una fotografia di Pasquino dell'epoca mi piacerebbe riceverla.
Vi abbraccio.
Rospo

Purtroppo impegni non rinviabili mi impediscono di essere a Venezia domani come invece avrei tanto voluto; ci sarò' con il cuore per il sincero affetto, stima e riconoscenza che provo per l'Ammiraglio Pasquinucci, mio primo spivolatore!; ricordo i primissimi giorni di collegio il suo modo di fare da toscanaccio con la battuta pungente sempre pronta in ogni circostanza; aguzza come i piccoli occhi con cui ci scrutava nelle lunghe pause che usava sapientemente; come fosse adesso ricordo la volta che, in borghese (io) sulla motanave per il Lido, vedendomi partì dritto verso la ragazza che era con me e le disse: "signorina, lei di certo non è consapevole del fatto che si sta accompagnando con uno dei peggiori soggetti del Collegio Navale ..." e via di seguito; il tutto senza rivolgermi nemmeno lo sguardo; fino a quando  avendo ottenuto lo scopo che si era prefisso di spiazzarci completamente, si rivolse verso di me strizzandomi l'occhio con un sorriso a tutta faccia...  Grande Pasquino!!!
Un forte abbraccio dal tamarro o come mi ha sempre chiamato Lui
"Corbo rosso"

 

Enrico Pasquinucci 1921(?) - 10/4/2013

Ciao Gigi !

Caro Gigi,
ti riporto di seguito i messaggi ricevuti per condividerli con te.
Mamma Bianca, Chicco, Chicca, Sebastiano e Masumi non ci conosciamo personalmente ma spero che riceviate queste poche parole da parte del Corso Mizar che gli ha voluto e gli vuole bene.

Collage

Un altro dei nostri se ne è andato. Gigi Giannuzzi non ce l'ha fatta. L'avevo sentito per caso a luglio, poco dopo che Davide ci aveva lasciato. Era malato, mi aveva detto, un tumore alla prostata. Stava facendo chemioterapia e mi sembrava positivo sull'esito. Avevamo scherzato, fatto quattro chiacchiere, promesso di risentirci. Quando poi avevo tentato di ricontattarlo su quell'anonimo ma efficente strumento che è Facebook non mi aveva risposto; e avevo capito che forse le cose non stavano andando troppo bene. Oggi, da quelle stesse pagine, apprendo che se ne è andato, forse proprio nel giorno di Natale, un po' nel suo stile.
Possiamo pensare e dire di lui ciò che vogliamo, che era folle, antipatico, simpatico, che ha voluto bruciare la propria vita, che in fondo non gliene fregava nulla di nessuno, che era un genio e che era sregolatezza.
Ma una cosa ci troverà tutti d'accordo.
Era del Mizar.
Era uno di noi.

Gigi, un altro inquieto, illuminante, pazzo, incontrollabile, dannato pezzo del Mizar...
Ciao, in un altro posto...

Ehi Gigi .......credo di averti amato, e odiato. E comunque amato.
non importa il dopo. Se dopo c'è stato e' venuto dopo il prima e nel prima fai parte di ciò che non potrò mai dimenticare....

Ci eravamo ritrovati in Bocconi insieme ed era stato li' che lo avevo conosciuto e compreso meglio, dietro questa aria da menefreghista, distaccato da tutto e da tutti, prendeva la vita come veniva senza tanto pensarci o rifletterci troppo, ma è vero, era a modo suo un genio, io a faticare come un cane e lui a superare tutti i maggiori ostacoli del primo e del secondo anno con leggerezza e quasi a tempo perso (o forse non era un genio, ero io un ignorante). Ma aveva sempre una domanda fissa: chi vedi dei nostri? chi senti dei nostri? quasi a pensare sempre a quanto belli fossero stati i nostri, e solo nostri, tre anni.
Pale a prora Gigi, pale a prora!!

Gigi, bello come il sole, pazzo come un cavallo, dandy come Oscar Wilde! Un altro pezzo di noi si e' staccato verso l'universo. Un giorno ci ritroveremo e saremo di nuovo tutti insieme per sempre.

Vaffanculo merda .....non so dire altro.
Gigi e' un grande, punto.

Sono sconvolto! Sapevo che Gigi non stava bene ma certo non mi aspettavo il peggio. Gigi sei stato uno di noi. Tutto il resto non importa! Ti ho voluto bene come voglio bene a tutti e mi mancherai. Ci rincontreremo un giorno e sarà come se il tempo non fosse passato. Ciao amico mio

L'avevo cercato poche settimane fa su facebook...chissà come sta' quel pazzo mi chiedevo...avevo commentato la grande bella gnocca che stava con lui nelle poche foto presenti sul suo sito...
Ci rivedremo Gigi ...ma non ora !!!
In culo alla balena a tutti noi,
Un abbraccio e grande Gigi...

Ne avevo perso completamente le tracce, ma ogni tanto lo pensavo e mi chiedevo: chissà dov'è, chissà cosa starà facendo...
Ora lo ritrovo, ma è troppo tardi: lui è andato avanti, ancora una volta.
Enigma mai risolto di un sorriso infinito.
Ciao Gigi, abbraccia Davide, abbraccialo forte: è come se ti abbracciassimo tutti noi.
Ora e sempre.

Sono sconvolto. Non avevo idea che Gigi stesse male. Lo avevo perso di vista come molti di voi da tantissimo tempo e ritrovato per caso pochi mesi fa su Facebook, dopo aver chiesto notizie su di lui al raduno del Tarallo.
Ci siamo solo scambiati un messaggio e cazzeggiando sul suo profilo mi ero fatto l'idea che avesse conquistato - come pareva scritto nel suo destino di spirito libero - successo e felicità. Evidentemente, almeno in parte, mi sbagliavo.
L'ho ammirato per la sua indipendenza ed intelligenza e l'ho amato come amico.
Lo saluto così, semplicemente, facendo mio il tacito monito di un uomo che, immagino e spero, abbia saputo vivere intensamente ogni attimo della sua troppo breve vita.

Addio Gigi. Ricordero' anche te con grande affetto. Saluti a Davide.

Il mio ultimo ricordo risale a quando, una ventina di anni fa (o di più? o di meno? Il tempo non conta), diede un passaggio notturno a me e a Vagi sul suo barchino, di ritorno dal Navale verso la ferrovia. Fermati in un rio in contromano dai carabinieri, riuscì ad ammaliare anche loro evitando una sacrosanta multa .... Si fermò poi in campo nonmiricordoquale, Vagi e io proseguendo a piedi, lui fermandosi a una festa. Ciao Gigi 824.

Destino crudele destino che ci hai portato via troppo presto il sorriso piu disincantato di uno spirito libero del Mizar. Abbraccia Davide per tutti noi.

Per conoscere meglio la persona straordinaria che era Gigi.
tratto dal sito situationgigi.com
Purtroppo abbiamo saputo tardi perché, ne sono certo, avremmo saputo contribuire anche noi.

Dear Friends,
Since mid June, when I was diagnosed with type IV cancer to the bottom tip of my pancreas with metastases on the liver and around the peritoneal cavity, I have suddenly found myself immersed in a new world that had seemed could never touch me.
Apart from one minor cold in 2004 I had never been sick in my life, and had no need of a regular doctor. I little understood the disease even when my father died of cancer to the colon in 1999. I watched powerlessly as he passed away in just six months and came to think that cancer could be only explained as a psychosomatic reaction, a sort of suicide of the cells. The depth of the knowledge about cancer at the time and the scarce availability of serious information made it really difficult to understand what one was fighting against.
And here I found myself having to cope with my new situation, and three things became very clear very quickly.
Firstly, there was a heartfelt movement of love and attention from a large number of very good friends and people who just respected my achievements. The support from each of you and the extreme sacrifice, fierce spirit and heroism of Masumi and Hannah have helped and continue to help me to face this experience every day.
Secondly, times have changed a lot since 1999 when my father died. Now it is even more difficult to select and absorb the vast quantity of information available through the net, manuals and books. The saturation is such that it feels everybody is trying to sell you something, and taking decisions became difficult.
Thirdly, the amazing blindness of the official orthodox approach to cancer is mind blowing. Far from understanding that cancer concerns all aspects of a human life, that what we eat, drink and breath is suddenly so important, you will never find a classic oncologist suggesting a diet or a behaviour to embrace.
I faced the first inevitable passage through the hospitals and the “best oncologists”. I saw four and talked to many more. The first two in Italy did not manage to explain what chemo really was, nor to talk about cancer. They could only tell me in various degrees of humanity and kindness that my life would change and I could not expect to survive more than a year. The Germans were no different: “The patient receives palliative chemotherapy, the protocol seems to be FOLFOXIRI. If this information is correct, this cancer cannot be cured. An operation does not make sense. The patient should receive palliative chemotherapy”
The official panorama did not offer any way out of this, nor the slightest hope. In every single case the only solutionoffered was chemo and, although it became clear how this “palliative” care was not going to sort out my problems, and was just another way to delay the use of morphine in the later stages, I was convinced to start regardless, and implanted a “port” into my chest to receive my first lethal dose, destined to kill the tumour cells but also everything in between.
They tell you the harshness of the side effects are much reduced with the new chemo drugs, yet my quality of life hit rock bottom. Why should anybody waste the last months of their life in suchpain when no curative option is given, only palliative?
At this point I became convinced that I should find an alternative to the usual system. My search led me to Munich,where I heard about a clinic which would use insulin before infusing chemo to patients, so that only a quarter of the chemo was used than in normal treatments, and so targeting more precisely the cancer cells.
A large Bavarian with the aura more of a guru than an actual doctor entered the room a few minutes after I moved in,with an equipe of Germans dressed in white.
They decided immediately to extract almost 7 litres of ascitic liquid from my stomach, which was something that had been ignored by the Italian hospitals I had come from. Then I went through two applications of the chemo with insulin, and also hyperthermia, in which they heat the body to 41.6 degrees, as cancer cells seemed to be more sensitive to heat than the normal ones.
I also got in touch with a fantastic doctor from Madrid who will supplement the insulin therapy with homeopathic medicines.
Obviously I am still crossing my fingers that these alternative treatments will work, but I am not regretting havingembraced them and I actually feel much better after now then when I started the cures.
After all these years, it’s the first time I find people ready to explain openly what cancer is, what they are working on and obtaining results by using natural products and I am ready to trust them.
This is the main reason why this auction has been organised.
The costs of the decision to take an alternative course will not be met by national insurance in Italy or the UK and the treatment should go ahead with a second and third cycle. The first one cost £25,000. The next ones will be the same each. On top of this the cost of medicines and bio/ homeopathic products will add a lot to the final bill, which I intend to foot using the money raised in the auction.
Having spent my life, and all the money I found, to publish the books that came out with Trolley, hardly commercial titles, I never thought about any kind of protection for myself. I always thought I could go on forever and I could always count on my own strengths. I was wrong, nobody is exempt from this, it could sadly happen to anyone and it happened to me.
I can only thank from the bottom of my heart the artists who have been willing to support me and my decision to try something different, the fantastic team of friends who’ve made it possible and whichever of you who will return home with a work of art you will cherish. And feel grateful for the wonderful life and wonderful people I was allowed to enjoy.

Addio Gigi...anzi arrivederci.
Genio e sregolatezza...punzecchiante e insolente...simpatico e antipatico.
Uno di noi...che con il suo modo di essere ha contribuito a quella poliedrica identità del Mizar.
Non potrò essere al tuo estremo saluto...ma ti stringo forte e ti abbraccio insieme ai tuoi cari.
Ti voglio bene,

Dopo la nostra uscita dal Navale solo incrociai fugacemente Gigi nell'aereoporto di Linate tanti anni fa. I miei ricordi si concentrano solo in quei tre anni trascorsi insieme e mi risulta realmente difficile accettare che un altro dei nostri fratelli se ne sia andato. Un forte abbraccio a tutti, a Gigi alla sua famiglia a Davide e facciamo una bella pausa con questo tipo di notizie. Il Mizar ha gia dato abbastanza!!!

pensavo fossimo eternamente giovani, invincibili, immortali quest'anno mi ha dimostrato il contrario.
sono certo che torneremo ad essere giovani, invincibili immortali. Arrivederci Gigi.

Non mi scorderò mai un'estate dopo il collegio che ci trovammo in vacanza all'Elba sapeva che quella sera c'era una festa ma non sapeva esattamente dove. Io ero sfinito, la festa non si trovava ma lui continuava a cercarla e alla fine la trovammo e ci divertimmo un casino. Questo era Gigi, un uomo che non mollava, un uomo che sapeva trascinare, un leader che raggiungeva i suoi obbiettivi grandi o piccoli che fossero. Hai vissuto intensamente attimo per attimo non so quanti di noi ci riusciranno. Ti mando il mio pensiero e le mie lacrime per un uomo che in fondo ho sempre ammirato al di la degli umani difetti. Ciao Gigi

L'ultima volta che ho incontrato Gigi è stato nei primi anni '80 a Milano in corso Garibaldi; stava girando con i pattini per strada con il suo bel sorriso in volto. Ho sempre apprezzato di la sua capacità di affrontare la vita in modo spensierato così lontano dal mio modo di pensare ed agire. Purtroppo il destino ci ha privato troppo presto della sua gioia di vivere, ma sono sicuro che porterà tanta allegria su nel cielo.

 

Saluto Gigi

Sono appena tornato dal funerale. Ho portato l'ultimo saluto a Gigi da parte di tutti noi ed un abbraccio a Masumi, la sua partner, e ad Hannah, sua ex girlfriend e attuale compagna di lavoro. E' stata una cerimonia semplice, celebrata in una chiesa anglicana, fatta solamente di eulogie. Gigi e' arrivato dentro una cassa di vimini e adagiato su un grosso trolley, come i carrelli del supermercato, ripieno dei suoi libri immersi in un letto di rose rosse. Hannah ha fatto un breve riassunto della sua vita ma nessun riferimento agli anni del collegio. Non so se vivesse piu' del presente e del futuro che dei ricordi del passato ma una cosa e' certa, e' stato amato e ha lasciato un lascito nella sua casa editrice Trolley. E non e' poco...
Gigi e' morto di un cancro del pancreas e mi spiace non averlo saputo prima. Forse avrei potuto guidarlo o consigliarlo ma certo non curarlo. Avrei potuto fargli risparmiare qualche decina di migliaia di sterline in cure inutili in Germania. Ma gli avrei tolto alcuni mesi di illusione e speranza, e forse e' meglio così.
Voglio credere davvero che esista un afterlife, un mondo delle anime dove Davide e' andato a ricevere Gigi e magari ora giocano a carte da qualche parte.
Pale a prora Gigi.

Grazie Kito, sono certo che esista l'afterlife e sono certo che davide e gigi si sono già incontrati perchè a modo loro ed in maniera diversa sono ambedue anime belle! ciao ragazzi, ci avete lasciati troppo presto........

Grazie Kito.
Però mi spiace una cosa...il nessun riferimento al collegio. In fondo è stato un pezzo della sua vita. Un pezzo importante a prescindere che ne abbia parlato con i suoi amici e compagna attuale. Un pezzo importante perché comunque noi siamo qui a distanza di 32 anni a piangerò nonostante molti di noi non l'avessero più incontrato o sentito.. Come me.
Ciao Gigi grande del Mizar. Che il mio pale a prora ti giunga sin lassù.
È arrivederci. Ma non subito...

Grazie a Kito per averci salutato Gigi che ha compiuto la sua originale parabola di vita su questa terra e che ha sicuramente il merito di aver seguito sempre il suo spirito libero ed autenticamente anticonformista.
Non ne avevo più avuto notizie dall'81 e non era uno di quelli con cui ho passato la maggior parte del mio tempo al navale ma sappiamo che questo comunque non ha grossa importanza nel riconoscimento della appartenenza alla nostra famiglia. Sono certo che come con qualsiasi altro di noi, se me lo fossi trovato davanti per caso il nostro, discorso sarebbe subito e naturalmente ripreso da dove lo avevamo lasciato.
Spulciando sulla rete per meglio capire come ha vissuto l'ultimo tratto di strada ho letto il suo scritto nel sito dedicato all'asta che i suoi amici artisti hanno voluto realizzare per testimoniare il loro sincero attaccamento a lui ( http://situationgigi.com/ ).
Ebbene ho scoperto una grande persona che nel momento più drammatico della propria esistenza ha mantenuto una lucidità ed a suo modo una serenita' d'animo che pochi saprebbero conservare. Inoltre ho condiviso ogni sua parola sulla scarsa capacita' che spesso la medicina rivela nell'affrontare con il giusto sentimento di empatia la comunicazione di diagnosi di malattie inguaribili.
Sicuramente Gigi ha saputo essere una persona unica anche dopo la nostra esperienza veneziana come testimonia il grande numero di artisti che hanno sinceramente voluto contribuire al suo tentativo di combattere il male fino alla fine. Inoltre la leggerezza e la poesia del suo ultimo saluto descrittaci da Kito (che sono certo sia stato da lui deciso fin nei particolari) trovo che valgano la sua intera vita.

Auguro, dal profondo del cuore, a Gigi di Riposare in Pace e magari salutare mio Fratello Davide.
Pale a Prora!

Con Gigi ho passato un anno intenso, l’ultimo anno di Collegio, su e giù, tra Venezia e Roma, ogni fine settimana.
Ci vedevamo al corpo di guardia, poi via in fuga verso Roma, in autostop, all’insaputa di tutti, del comando e dei nostri genitori, con obiettivi performanti da 18enni.
Ci salutavamo quando arrivavamo a Roma, tra le 18 e le 21, e ci si rivedeva in stazione la sera, con le rispettive “fidanzate”.
Lì in stazione, più di una volta, l’ho visto uscire dal cesso del treno in partenza per Venezia, la Freccia della Laguna o Feccia della Laguna, ancora in stazione, con una principessa, discendete di una nobile e facoltosa famiglia romana (per non fare nomi).
Io lo guardavo e lui sorrideva a 132 denti, come al solito suo: così era sia quanto faceva una ficata sia quando faceva una mignottata. (...)
Resta il ricordo del suo sorriso, del suo entusiasmo, della sua genialità, anche negli studi, e della sua naturalezza, anche quando non faceva nulla di buono.
Resta il rammarico per averlo perso, prima non vedendolo per tanti anni, adesso sapendo che non è più comunque possibile sperarlo, neanche per un miracolo.
Un abbraccio.


4 gennaio 2016

Ricevo da Khmer, e volentieri pubblico, una foto di Gigi che non avevamo mai visto. 
Non conosco la fonte e se qualcuno la riconosce come propria, può chiedermi di toglierla dal sito.

Mi sembra un bel modo per ricordare Gigi, a 3 anni da quando ci ha lasciato.

Un bel ricordo di Gigi Giannuzzi viene dalle parole della fotografa Nina Berman: 
"Sì, era un editore di libri, ma in realtà era un attivista, un ribelle, un maniaco, un ardente genio, che ha usato la fotografia per agitare il pugno contro il potere e l’ipocrisia. Non ha voglia di pubblicare semplicemente le tue foto, voleva conoscere i problemi, le persone. Voleva partecipare, e lo ha fatto".

Ciao Gigi, il Corso Mizar ti porta sempre nel cuore.


7 maggio 2017

Lucio e Giana sono entrati in contatto con la compagna di Gigi per poterle inviare la t-shirt che abbiamo firmato in suo onore al Mizarraduno del 2016.
Qui di seguito le risposte di Masumi alla mail di Giana.

From: Masumi 
Date: 2017-05-05 7:43
Subject: Re: Ciao Gigi.....

Hi! Thank you very much for writing to me, your words are really heartwarming and yes, I would love to get that t-shirt! How can we do?
I am just moving out from my actual apartment but I hope I can have a new address soon!
Please, let me know next time you all boys get together, I would love to say hello and meet you even if through the Internet.
I hope I can visit Europe for the summer, specially Venice for the Biennale!

Ti faccio sapere sul mio nuovo indirizzo subito dopo che ce l'ho, intanto ti ringrazio tanto per questa lettera.
Ti saluto tanto, io comunque penso tanto a Gigi ogni giorno. E suoi amici, sono miei.
Bacio e abbraccio!
X  


Segnalo l'articolo che avevamo pubblicato nel 2004 in cui si dava notizia dei successi professionali di Gigi. Clicca qui per leggerlo

Grifone
Il Corso Mizar


Luigi Giannuzzi 10.7.1963 - 24.12.2012

Ciao Davide !

Ciao Davide,

 

In tanti hanno scritto oggi per te. Ti riporto di seguito i messaggi ricevuti per condividerli con te e con chi ti ha voluto e ti vuole bene.

Grazie Davide, per tutto quello che abbiamo condiviso 31 anni fa, come oggi. 
Una stella del Mizar da oggi brilla nel cielo.

Un bacio grande Davide a te che puoi sentirci e vederci adesso.

..ciao Davide..

Anche se da non credente, spero esista un disegno imperscrutabile del destino umano, un senso attribuibile all'insensata fine prematura, un luogo dove Davide e noi tutti possiamo un giorno raccontarcelo. Un abbraccio a Corinna ed ai suoi figli, che non conosco, a Davide e a tutti voi.

Sei una parte grende dei miei affetti e credo proprio che ci rivedremo... Corinna è ormai una di noi...

Davide compagno di vita, ti porterò nel mio cuore

Davide è vivo, per sempre.
Se solo fossi più credente dovrei essere felice per lui, ma sono lontano dalla Luce e piango.
Scusami Davide.
Aiuta Corinna, i tuoi bimbi e noi a farci comprendere quello che tu già sai.

Ciao Davide, permettimi di dedicare questa poesia di Holland ai tuoi cari. So che sarai sempre con noi.
La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Mi unisco alla preghiera piangendo la perdita di un amico

Sono triste come tutti voi, e il primo pensiero e un forte abbraccio va a Corinne e i suoi figli
Ma ora tocca a noi fare in modo che Davide attraverso i suoi cari sia e rimanga sempre presente non solo nei nostri cuori ma in ogni nostra iniziativa di Corso
Caro Davide il tuo sorriso scanzonato, impresso nella mia mente, è il ricordo più bello di un grande amico compagno di classe della gioventù andata.

Un caro abbraccio Davide, un pensiero alla tua, nostra famiglia

Davide resterai sempre nei nostri cuori.

Il mio pensiero corre al giugno dello scorso anno, Davide, quando incontrandoci dopo 30 anni il tuo sorriso e le tue braccia mi hanno accolto in uno stretto saluto. Ho ancora in mente, indelebili, quelle immagini e desidero ricordarti cosi. Ciao Davide.

Un giorno da qualche parte saremo di nuovo tutti insieme…ad altiora!

Un abbraccio amico mio.

Ciao Davide, ti penso intensamente con il cuore pieno di tristezza per coloro che ti lasci alle spalle. Ti abbraccio forte fratello.

Il tuo sorriso, la tua spensieratezza e la tua immagine scanzonata che non hai modificato dopo ben 30 anni che non ci vedevamo saranno sempre testimonianza che solo le persone più vere sono anche le migliori!
Un abbraccio forte a Corinne ed a vostri figli!

Oggi piango mio fratello e quella parte di me che, oramai, viveva solo in lui, ciao Davide.

Mi sono ripreso il nostro libro e mi sono riletto pagina 109 e da li' tante altre, chissà perché ero sempre stato convinto che tutti quei giovani uomini fossero immortali e invincibili, ma io continuo a pensarla così, Davide sarà sempre con noi.

A Corinna e figli
Davide non ci ha lasciati.
Davide è nella tromba della sveglia alla mattina.
Davide è nel " c'è un sole che spacca le pietre!"
Davide è nei tanti giri di campaccio fatti insieme.
Davide è nella corsa per le paste.
Davide è nelle sigarette fumate di nascosto nei bagni.
Davide è nell'ispezione generale del venerdì.
Davide è nelle paure del primo anno.
Davide è nelle PC e PU.
Davide è nei lunghi pomeriggi passati a fantasticare sulle ragazze.
Davide è nei professori della sezione del classico.
Davide è nelle ore di sport in compagnia.
Davide è parte di quell'incredibile esperienza vissuta in collegio.
Davide è il filo invisibile che ci ha legato per tutta la vita.
Davide è cresciuto con noi.
Davide ci ha aiutato a crescere.
Davide è nei sogni di un ragazzo di cinquanta anni.
Si sente ancora la sua voce nei corridoi del Navale.
Lo vedi entrare nell'ufficio del Comandante Schenardi.
Corre al tuo fianco sul campo di calcio.
Gioca a biliardo con Fabio e Giuseppe.
Ti sorride allegro mentre sale sul vaporetto per la licenza estiva.
Davide non ci ha lasciati.
Davide rimarrà sempre con noi e soprattutto dentro i nostri cuori.
Davide siamo noi.

La foto dell´anno scorso parla sola. Ti ricordero´sempre con quel sorriso !!!!!!!

Il sorriso più dolce di tutti noi e gli occhi più teneri e buoni, sei il Primo ..e ci accoglierai nel "grande" raduno con il tuo abbraccio forte e sincero.... ,
ti voglio un mondo di bene Rapazzo...,

In momenti come questi e' sempre difficile trovare le parole piu' adatte per esprimere cio' che abbiamo nel cuore, le sensazioni che proviamo ed i ricordi che ci affiorano alla mente. Sarai sempre uno dei nostri.

se penso a qualcuno su cui poter contare nel momento del bisogno, ad un Amico, ad un Fratello, Penso a Lui!!!
Grazie per quello che mi/ci hai dato Davide, riposa in pace!!!

"Un nobile cuore si spezza. Buona notte,
Dolce Principe, e possa un volo d'angeli
condurTi al Tuo riposo"
Davide, noi siamo gli angeli del Mizar che domani Ti accompagneremo al Tuo riposo. Tu sarai il "nostro" Angelo e quello della Tua Famiglia, che veglierà su di noi e proteggerà tutti dal Paradiso!

Cara Corinne, Cari Daniele e Vittorio,
Il tuo marito, il vostro papà era un nostro fratello.
Rimarrà sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi.
Un abbraccio

Ho saputo solo un'ora fa e...
Il mio cuore oggi è a Napoli.
Ricordo di aver visto in collegio insieme a Davide, Guido e forse Emilio, "Un mercoledì da leoni" e ricordo la commozione di Davide quando i protagonisti si ritrovano a brindare sulla tomba di uno di loro. Si voltò verso di noi e disse: "Farete così anche voi quando toccherà a me?"
Mai come ora mi sono sentito un coglione... dovrei essere lì con una bottiglia a brindare in suo onore...
Un abbraccio a tutta la sua famiglia.


Arrivo a casa ora a Torino dopo aver dato l'estremo saluto a Davide...assieme a molto Mizar. 
Leggo la pagina confezionata dal Dondi sul nostro sito e, malgrado abbia resistito sin ora, crollo in un solitario pianto di rabbia e tristezza.
Perchè ci hai lasciato Davide?
Perchè ti abbiamo lasciato andare?
Tu ci hai preceduto...forse in un posto migliore.
Dove il Pivolo ai giochi sarà tutto per te... Dove la calda sarà fredda e la fredda calda...
In un posto dove l'Anzianissimo Rapillo ci aspetterà...e in cui un giorno ci ritroveremo tutti insieme per gridare quel Pale a Prora che oggi abbiamo gridato come non mai...e di cui sono fiero per non aver più voce.
Ciao Davide, sei lassù. Ma per noi sei sempre qui.
Veglia su di noi...che noi qui in ogni momento...per ogni necessità...veglieremo su Corinna ed i ragazzi.
E adesso lasciatemi piangere...un uomo che perde un amico ha bisogno di piangere. Da solo e maledicendo la sorte che glielo ha portato via.
Pale a Prora.

Al suo estremo saluto non abbiamo temuto di sembrare fragili, noi “invincibili” ragazzacci attempati pronti alle feroci invettive e alle devastanti (per il fisico) sfide pallonare come se fossimo ancora gli sbarbati dei tempi del Navale, perché la vera fragilità sta nel vergognarsi di mostrare i propri sentimenti: abbiamo pianto e ci siamo stretti perché ancora ci risulta assai difficile comprendere e accettare che uno di noi se ne sia andato così presto. E perché sappiamo bene che non c’è più una parte dei nostri preziosi punti di riferimento.
Ma poi, per lui, abbiamo riso, urlato e brindato, e sempre rideremo, urleremo, brinderemo con gioia, ripensando ai bei momenti e sorridendo al suo ricordo, perché Davide ancora vive e vivrà per sempre nei nostri cuori.

Questo pomeriggio mi chiama mia sorella e mi dice: "ho saputo del funerale di Davide Rapillo, mi hanno riferito che un gruppo di amici ha fatto uno strano rito!". Era il "pale a prora." Come spiegarle il significato di quel "rito"? Eravamo una quindicina, come spiegarle che dietro l'urlo che ha accompagnato Davide nel suo ultimo (??) viaggio vi erano le facce quindicenni di tutto il Mizar? Come spiegarle che la dichiarazione profetica di Davide, rammentataci dal Tufo, si materializzava in questo mercoledì (come nel film) e che il nostro era il "ruggito" del Mizar che dopo 30 anni continua a scandire gli avvenimenti piacevoli e drammatici della nostra esistenza? Ancora ciao Davide e grazie a tutti!!!

già.....eravamo lì, giunti da ogni dove, ma non eravamo in quindici: ciascuno di noi ne aveva con se almeno 3. e ora ragazzi, l'onda è lunga...davvero lunga, e passata l'emozione dovremo ricordare che a qualcuno rapazzo mancherà più che a noi.
ed una cosa: nella tristezza rivedervi, per me è stato un conforto.


era un giovedì ...ero malato - o almeno credevo di esserlo, sicuro di avere l'appendicite, ero a letto in dormitorio, non c'era nessuno; sentii dei passi , era Davide che andava verso il suo armadietto; mi vide e, dall'ingresso della camera mi guardò, con la testa china di lato e con le mani dietro la schiena :"mangiato troppo?", ed io " si un pò, forse..." ; e lui " digerito male....?.e mo che vvai truvann'...?" Cominciai a ridere e di colpo mi passò tutto. Rimanemmo , così, a ridere di questa stupida battuta, ma aveva avuto un effetto che nessuna medicina avrebbe potuto avere.
Non ho scuse - in realtà si , ma non bastano...- e sarei dovuto essere giù per un saluto.
...alla notizia, drammatica, la prima cosa in mente è stato quel momento: è stato assurdo pensare ad una cosa così stupida e semplice. Poi mi è venuto un groppo in gola, le lacrime agli occhi.
Ma proprio questo credo sia lo spirito del Collegio.
Un abbraccio, Davide

Caro Davide questa volta ci hai preceduti, a tempo debito sono sicuro che ci riuniremo.

A volte mi e' capitato di sentir dire "per primi se ne vanno sempre i migliori", l' ho sempre presa come una frase qualsiasi, nel nostro caso invece vorrei dire che e' quanto mai vicina alla realta'.

Sono profondamente addolorato e commosso che Davide non sia piu' con noi.
Tempo fa nel linguaggio televisivo che non conosco ma capto in qua e la', si usava la stucchevole espressione " bella fuori e bella dentro".
Ebbene per me Davide e' stato sempre una persona estremamente e profondamente gentile dentro.
Porgo le mie condoglianze alla famiglia, che sicuramente sara' orgogliosa e riconoscente di averlo avuto come marito e come padre quanto noi di averlo avuto come compagno e amico.
Non so se i genitori di Davide siano ancora in vita, se lo sono la vita gli ha riservato la peggiore delle prove. Invio un pensiero di affetto anche a loro.
Come tutti noi ben sapiamo Davide e' stato solo il primo a lasciarci, purtroppo prematuramente.
Che questo sia un campanello d' allarme per tutti noi.
La vita va vissuta con gioia, amore e rispetto per se stessi e per gli altri.
E bene abbiamo fatto a vederci e stare un' altra volta insieme e a non rimandare o cancellare un momento di gioia in nome di un terremoto o di un papa o di un amico morente.
"Lor signori" ben sapranno che di tragedie vicine e lontane, e' pieno il mondo ogni giorno. Che poi di lontano non c'e' piu' niente, tranne cio' che vogliamo ignorare.

 


Qui sotto la foto della messa a dimora di uno dei tre alberi (questo è uno splendido melograno) che mi avete regalato per il raduno/compleanno di giugno. Abbiamo pensato di renderlo un ricordo permanente di Davide in modo che chiunque vorrà bere un bicchiere pensando a lui potrà farlo quando vuole sotto un albero che porta il suo nome.

Albero di Davide

La trovo una iniziativa fantastica. Grazie a voi per il grande pensiero.

Ciao rapazzo.....mi manchi!

Tarallo, grazie!
Davide, ti penso sempre.
Mizar, vi voglio bene.

Tarallo sei grande e non avevo dubbi!!!! Un abbraccio e spero di rivedervi presto tutti sotto il nostro Davide!!

Grande fratello !!!

Grande iniziativa!

Grande e bella idea. Ti prendo in parola e la prossima volta che sono in Toscana vengo a trovare Davide...

Bravo Tarallo...Davide continuerà a crescere e vivere con noi. 
Vi giuro una cosa...non passa giorno che non mi ritrovi a pensare a Davide. 
Un abbraccio a tutti e uno speciale per Corinna ed i ragazzi.... e uno lassù per il rapazzo.

 

 


Il Corso Mizar

 


Davide Rapillo 21.8.1962 - 2.7.2012